lunedì 17 gennaio 2011

Terrorismo: numeri e favole

“Mamma li turchi”? No: un solo attentato islamico in Europa nel 2009

11 gennaio 2011 -->

Il rapporto dell’Europol smonta le paure sui fanatici religiosi: sono pericolosi, ma i gruppi separatisti e di estremismo politico lo sono ben di più.

(sulla bandiera: “Jihad”)

E’ l’agenzia per la sicurezza continentale, l’Europol, il coordinamento delle forze di polizia europee ad affermarlo, nel suo rapporto: finora, i gruppi armati separatisti o politici sono stati di gran lunga più pericolosi del terrorismo islamico in Europa. Gli studenti integralisti coranici mantengono un’allarme rosso per quanto riguarda la pericolosità potenziale e generica, soprattutto perchè, scrive il rapporto, non si fanno problemi a bersagliare obiettivi civili: ma finora, le morti nel Vecchio Continente sono state causate soprattutto da terroristi che con le motivazioni religiose avevano poco a che fare.

QUALCHE DATO – I risultati del rapporto Europol sono oggi diffusi dai media francesi. Così l’Express.

La bomba che non c'è

"L'Iran non avrà la bomba atomica prima del 2015"

Il titolo del post sintetizza semplicisticamente la notizia che ho perso nei giorni scorsi.
Riporta infatti  Hareetz che Meir Dagan, direttore uscente del Mossad, in occasione di una sua audizione di fronte alla Commissione Difesa ed Esteri della Knesset ha sostenuto che a causa di una serie di fallimenti e difficoltà* l'Iran non dovrebbe riuscire a dotarsi di un'arma nucleare prima del 2015:
"In a summary given to the Knesset Foreign Affairs and Defense Committee, Dagan said Iran was a long way from being able to produce nuclear weapons, following a series of failures that had set its program back by several years (...)
Dagan concluded his term saying Iran was still far from being capable of producing nuclear weapons and that a series of malfunctions had put off its nuclear goal for several years. Therefore, he said, Iran will not get hold of the bomb before 2015 approximately (...)
During his term, Dagan restored the Mossad’s reputation as an omnipotent organization whose reach extends to the ends of the earth − a myth that has contributed to Israel’s deterrence. Under his command, the espionage agency also regained its dominant status in the Israeli intelligence community and became a central player in the international arena. This was demonstrated in the numerous tete-a-tetes Dagan held with former U.S. President George Bush and other state leaders in Europe and the Middle East.
Dagan’s term centered around two main issues: the Iranian nuclear program; and the assassinations of Hezbollah and Hamas leaders and Iranian scientists, most if not all of which have been attributed to the Mossad.
The Israeli intelligence community’s assessments of Iran’s nuclear capability have changed during Dagan’s tenure. In 2003, Israeli intelligence officials thought Iran would have its first bomb by 2007. In 2007, they thought it would be 2009, and a year later they put it at 2011. Now the date has moved to 2015. These adjustments were not the result of mistaken evaluations, but due to the difficulties Iran has encountered in advancing its program, largely because of the Mossad’s efforts
.".

Sul ruolo del Mossad all'interno della comunità d'intelligence israeliana si veda quest'altro articolo di Haaretz.

PS qui la grande gioia del Primo Ministro israeliano di fronte alla previsione di Dagan...

* Eufemismi per indicare "operazioni coperte" del Mossad gestione Dagan?

Algeria: il Ministro simpatico

ALGERIA: MINISTRO, SPORT PREFERITO GIOVANI E' RAPINA

11 Gennaio , 10:58

(ANSAmed) - ALGERI, 11 GEN - I giovani ''sono nichilisti e pessimisti'' e ''il solo sport che gli interessa e' la rapina, il furto''. Fanno discutere in Algeria, le dichiarazioni del ministro dell'Interno, Daho Ould Kablia, che si e' lasciato andare a pesanti commenti sui giovani, protagonisti delle violente proteste dei giorni scorsi.

Questa generazione, dice in un'intervista al sito Algerie-Plus, ''ama tutto cio' che puo' ottenere soltanto con il contrabbando, il traffico di droga. Non trovano piacere nella musica, sport, viaggi. Il loro universo, e' la strada, il loro quartiere''.

Dichiarazioni definita dalla stampa locale, ''le verita' scioccanti di Kablia''.

''Invece di usare un linguaggio conciliante - scrive El Watan - ha scelto la provocazione, la fermezza'' dimostrando ''l'incapacita' di un potere di rimettere l'Algeria sul cammino della modernita' e delle liberta'''. (ANSAmed).

Parlare curdo

AP: Turkey's Kurds campaign for language

by Christopher Torchia and Ceren Kumova
The Associated Press

ANKARA, Turkey (AP) - As a child, Emrah Kilic couldn't understand a word his grandmother was saying. That's because she was speaking Kurdish, the family's ancestral language, whose public use was harshly suppressed in the name of forging a unified Turkish nation.

Raised by parents who shed their ethnic roots to blend in with the Turkish mainstream, he now finds himself in a quandary. "I am confused about whether I should pursue the roots," he says. "But I am scared that it will change things, open a Pandora's box."

Tunisia: the show must go on

Tunisia: Cnn, Banderas continua a girare film vicino Hammamet

ultimo aggiornamento: 17 gennaio, ore 12:33


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Tunisi, 17 gen.(Adnkronos) - Antonio Banderas e Frida Pinto continuano a girare le scene di un nuovo film in Tunisia nonostante le proteste e gli scontri che scuotono il paese e la fuga del presidente Zine El-Abidine Ben Ali'. Ad assicurarlo e' la Cnn, spiegando che i due attori stanno girando il film ' Oro nero' in una localita' vicino Hammamet, una delle cittadine teatro dei disordini.

Si tratta di una pellicola drammatica ambientata in Arabia negli anni '30, all'epoca della scoperta del petrolio- uno sviluppo spartiacque per l'intera regione. Nel film diretto da Jean-Jacques Annaud, il regista di 'Il nome della rosa','Il nemico alle porte' e 'Sette anni in Tibet' figurano, oltre ad Antonio Banderas e Frida Pinto, Mark Strong e l'attore franco algerino Tahar Rahim.

Democrazia: c'è import e import

MAROCCO: STUDIO, PER 81% UE PUO' PROMUOVERE DEMOCRAZIA PAESE

07 Gennaio , 19:57

(ANSAmed) - BRUXELLES, 7 GEN - L'81% delle persone comuni e il 99% degli opinion leader marocchini pensa che l'Ue possa aiutare a promuovere la democrazia nel paese. Il 71% della gente comune e il 99% degli opinion leader ritengono che l'Ue possa contribuire a portare pace e stabilita' in Marocco, contro un 66% dei primi e un 93% dei secondi che pensano ad un ruolo per la pace nell'intera regione. Sono questi alcuni dati emersi dal sondaggio, promosso dal progetto Oppol e finanziato dall'Ue per il periodo 2007-2010, condotto in tutti i paesi partner, da Est al Mediterraneo, beneficiari dello strumento della politica di vicinato (Enpi). Secondo quanto riferisce il sito Enpi (www.enpi-info.eu), l'indagine ha coinvolto 81 opinion leader e 400 persone comuni.

Il 100% degli opinion leader ritiene che il Marocco abbia tratto beneficio dalle politiche dell'Ue, contro una media degli altri partner del Sud del Mediterraneo dell'82%. Le cifre per la gente comune sono leggermente inferiori, ma sempre elevate, infatti e' dello stesso parere l'81% degli intervistati. Il livello di familiarita' con l'Ue e la reale conoscenza da parte degli intervistati dell'Ue, le sue politiche e le sue istituzioni, e' il piu' alto fra tutti i paesi partner del Mediterraneo (99%). Il dato scende nel caso delle persone comuni (45%), dove i piu' informati risultano gli uomini. (ANSAmed)

lunedì 10 gennaio 2011

Algeri: chi cavalca la protesta

(ANSAmed) - ALGERI, 7 GEN - Il numero due del disciolto Fronte islamico per la salvezza algerino (Fis), Ali Benhadj, e' stato arrestato durante la prima notte di scontri, tra mercoledi' e giovedi', nel quartiere di Algeri di Bab El Oued.

Secondo quanto riferiscono alcuni media algerini, Benhadj, avrebbe avvicinato i giovani manifestanti tentando di cavalcare la protesta come avvenne nelle rivolte popolari dell'ottobre 1988. Anche secondo testimoni citati dal quotidiano francese Le Monde Benhadj sarebbe stato arrestato. Il leader islamico, noto alla fine degli anni Ottanta per le sue prediche infuocate nelle moschee della capitale, era stato arrestato una prima volta nel 1992, dopo lo scioglimento del Fis e aveva scontato 12 anni. Aveva poi trascorso un altro anno in carcere per aver commentato favorevolmente il sequestro in Iraq di due diplomatici algerini poi uccisi. Graziato dal presidente Abdelaziz Bouteflika, ha il divieto di rilasciare dichiarazioni politiche e partecipare a manifestazioni pubbliche.

Il figlio, Abdelkader, si e' arruolato da tempo nelle fila di Al Qaida per il Maghreb islamico e, secondo alcuni quotidiani, sarebbe stato ucciso durante l'ultima operazione anti terrorismo compiuta dall'esercito a dicembre in Cabilia. (ANSAmed).